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241 e segg. Questa materia della tipografia ebraicaè oltremodo intricata, giacché spesso si confondonogli editori e correttori coi tipografi, e viceversa.
239. Reichhart, p. 300; De Rossi, Annales . . ., p.153 e segg.
240. Proctor, 6738. Ved. le opp. citt., Die Biicher-marcken, del Kristeller, che riporta la sua marcatipografica (p. 113); Spigolature... del Fava(pp. 113,114), che fa conosere le due edizioni del 1497 e 1498(Miracoli della gloriosa Vergine Maria e OfficiumB. Mariae Virginis).
241. Burger p. 152; Reichhart, pp. 300, 301; M.Soave, Dei Soncino celebri tipografi italiani. . ., p. 9(Venezia 1878, 8°); F. Sacchi, I tipografi ebrei di Son-cino . . ., pp. 15, 35 (Cremona, 1887, 8» ). Gli appar-tiene pure Proctor 6740, che Hain 3028 attribuiscesemplicemente ai Soncino. Ved. più oltre Soncino;ma intanto avverto che, parlando di questi tipograficome oriundi della Germania , non intendo di metterlisenz’ altro fra i tipografi tedeschi .
242. Hain 10424, 12574 (Burger, p. 307).
243. Reichhart, p. 301.
MILANO Sebbene anche nella tipografia milanese i Tedeschi avessero una parte notevole, purenon vi furono comparativamente sì numerosi come a Roma, e a Napoli , nè v’acquistaronofama quanto a Venezia. Anzi la gloria stessa d’aver introdotta qui l’arte loro non spetta, chè non posse-diamo alcuna edizione col nome d’uno fra essi anteriore al 1474. Devesi notare, però, che, fino dal dì 30maggio 1470, un tedesco, rimasto a noi sconosciuto, trattava di venire a Milano con 12 suoi compagni, perimpiantarvi una grande officina tipografica; il che poi non fece. 244
Cristoforo Valdarfer, Ualdarfer, Waldarfer, Valdafer (Venezia 1470, 1471), detto anche dell’arte con-sumatissimus magister, a’ dì 6 agosto dell’ anno 1473 stipula un contratto con Filippo da Lavagna e con ColaMontano, per impiantare, a loro spese, in Milano due stamperie. Stampa verisimilmente nel 1472 e ’73 conFilippo predetto, quindi per conto proprio, dal dì 7 gennaio 1474 al 1488, a spese talvolta di Pietro AntonioCastiglioni, di lui stesso e di Filippo. 245
Fra Giovanni Bonus, theutonicus, Theutonicis delatus, a’ dì 25 luglio 1475 compiè un’ edizione, e nefa, poi, qualche altra senza note cronologiche. 246
Leonardo Pachel, o Pacchel, e Udalrico, o Odolrico, Oldorico, Uldrico, Ulderico, Scinzenzeler, o Scinczen-celler, Sinzenzeller, Scinzenzeller, Zinziler Scincenceller, Scinczenzeller, Scinczenceller, Scincenczeller,teutonici, et in imprimendum (sic) consortes, in huius opificii exhibitione socios, impressori magni,stampano moltissime opere dal dì 4 febbraio 1478 al 16 di ottobre 1489, anche per commissione e a spe-se di altri, come Ambrogio Archinti, il già ricordato Pietro Antonio Castiglioni, di questo e di AmbrogioCaimi, del proposto Giovanni de Cribellis, di Gaspare Lampugnani. 24 ?
Udalrico Scinzenzeler predetto stampa moltissimo dal 1480 al dì 9 marzo 1500, a spese anche di Giro-lamo d’ Asola e di Giovanni de Abbatibus, di Andrea de’ Bossi (l’Aleriense?), Pietro Antonio da Castiglione,Gabriele Conagi, F. Lavagna, Giovanni da Legnano , A. Minuziano, L. de Serazonibus. 246
Leonardo Pachel predetto fa, per conto proprio, numerose edizioni dal 1480 al primo di dicembre 1500,una volta opera Johannis Petri de Lomacio, un’ altra a spese del già ricordato Giovanni d’iacopo da Legnanoe fratelli. 246
Pietro Ugleimer, da Francoforte sul Meno (Venezia 1480—81), sembra fosse veramente tipografo, oalmeno proprietario di tipografie, ed esercitasse qui l’arte fra il 1482 e il 1488. Nel testamento del 10gennaio 1488 lascia alla moglie Margherita „omnes libros meos stampatos in membrana pecorina et perga-mena, sitos ubilibet, et maxime penes Johannem Ugleymer; item ponzonos, madios, litteras, torchulos,ordines, artifitia, et alia necessaria circha stampationem librorum." Pietro muore l’anno stesso. 250
Enrico, o Rigo, Scinzenzeler, forse lo stesso che Udalrico, 251 stampa nel 1493, in società con Sebastianoda Pontremoli, a spese di altri, e nel 1494 per conto proprio.
Giovanni Angelo Scinzenzeler, secondo alcuni, figlio e successore nell officina di Udalrico, fà diverseedizioni nel 1500. 252
I TIPOGRAFI TEDESCHI IN ITALIA. MILANO.
231. Copinger 2035, 2805; Proctor, 6697, 6693;
232. Giustiniani, p. 95 e segg. Nel 1471 avrebbestampato un Orazio, di cui nel secolo scorso si sa-rebbe conservato un esemplare nella Palatina diVienna. Il Giustiniani, però, presta poca fede al rac-conto in proposito fattogli da D. Domenico Cotugno, che l’esemplare stesso avrebbe veduto.
233. Copinger 3081, 4189; Proctor 6702, 6704,6705, 6706, (Secondo Hain 13000, del Silber a Roma; Giustiniani j>. 128 e segg.Secondo ilFava (Spigolature,p. 113) deveglisi aggiungere l’edizione Copinger 873,fatta circa il 1479.
234. Proctor 6714—6716. 235. Proctor 6718.
236. Proctor 6723 e p. 450, ove si nota, però, chel’edizione è senza indicazioni topografiche.
237. Proctor 6724, 6725.
238. Proctor 6729, 6735, 6737. Ved. per questo eper gli altri tipografi israeliti di Napoli, Burger, pp.16, 31, 285; Reichhart, p. 300 e segg; J. B. De Rossi,De hebraicae typographiae origine ac primitiis . . .,p. 29 e segg.; Annales hebraeo-typographici saeculiXV . . ., pp. XVI e segg., 48 e segg.; Giustiniani, p.